L’operazione all’alluce valgo

operazione alluce valgo

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Specialista in Medicina dello Sport, Traumatologia e Ortopedia e cura delle patologie del piede e della caviglia, dal 1984 il Dott. Andrea Scala è un vero e proprio punto di riferimento nel campo della chirurgia ortopedica di alta qualità.

Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche micro-invasive, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti.

Consigli pratici per chi vuole sottoporsi all’intervento

Il dolore viene gestito nell’immediato post operatorio attraverso la somministrazione di antidolorifici.

Al momento della dimissione il paziente può deambulare autonomamente con l’apposita scarpa post operatoria. Le stampelle non sono necessarie se non in rari casi per abituarsi ai primi passi.

Il ruolo della medicazione cambia a seconda delle tecniche utilizzate. Ha infatti un ruolo solo di protezione e di sterilità nelle tecniche open, mentre diventa parte dell’intervento chirurgico nelle tecniche mini-invasive/percutanee o miste. Nel caso di tecniche open la gestione della medicazione è lasciata al paziente che può medicare la ferita a giorni alterni e rifare in maniera autonoma la medicazione.

Nel caso di tecniche mini-invasive/percutanee o miste invece, la medicazione fa parte dell’intervento chirurgico stesso e non deve essere lasciata alla gestione del paziente: sarà il chirurgo stesso ad effettuare un controllo a distanza dall’intervento per rivedere la medicazione.

Indipendentemente dalla tecnica chirurgica il paziente deve essere avvisato del possibile sanguinamento che può andare a macchiare il bendaggio stesso senza che questo debba rappresentare un problema o motivo di allarme.

Come spiegato la tumefazione quindi il gonfiore nel post-operatorio possono dipendere dalla tecnica chirurgica, ma anche da caratteristiche proprie del paziente o dall’intervento eseguito precedenti interventi chirurgici. Il gonfiore può essere più prolungato nel caso delle tecniche che non prevedano l’utilizzo di mezzi di sintesi in quanto la loro assenza ritarda la formazione di callo osseo e quindi la completa guarigione dei tessuti in generale. Si badi bene, la tumefazione per quanto fastidiosa non è da confondere con la non riuscita dell’intervento che può essere ottima per qualsiasi tecnica utilizzata purché sia la tecnica con cui ha più confidenza il chirurgo che la esegue.

Decorso post-operatorio

Dopo l’intervento il paziente deambula con apposite scarpe post-operatorie. Una volta ottenuto l’alluce dritto e ben allineato, Il paziente può fare moltissimo per limitare il gonfiore del piede operato. Il decorso dopo l’intervento varia da paziente a paziente. Di solito si fanno due medicazioni ogni 15 giorni e dopo un mese il paziente torna alle proprie attività. Gli sportivi ricominciano l’allenamento dopo due mesi e tornano alle competizioni nel corso del terzo mese post-operatorio.